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Sottomodalità, cosa sono e come si usano ?

Le sottomodalità o submodalità, sono uno degli strumenti più importanti e utili della Programmazione Neuro-Linguistica.

Sono essenzialmente le caratteristiche delle nostre immagini mentali, del nostro dialogo interno e delle nostre sensazioni. Cosa vuol dire ? Te lo spiego subito con un esempio.

La maggior parte dei ricordi che abbiamo, se non tutti, sono “archiviati” nella nostra memoria come immagini, tutte differenti tra loro per contenuto ma simili nella struttura. Ad esempio, se torni per un momento con la mente al ricordo più bello che hai, puoi notare che quel’ immagine ha delle caratteristiche:

cambio submodalità

Cambio submodalità

 

  • può essere a colori o in bianco e nero,
  • ferma o in movimento,
  • puoi vederla attraverso i tuoi occhi (in prima persona o associata) o puoi vederti nell’immagine     (in terza persona o dissociata),
  • può essere molto luminosa o poco luminosa,
  • può essere a dimensioni reali, più grande o più piccola,
  • può avere diverse posizioni nello spazio (frontale, laterale, in alto, in basso, in un angolo),Versione 4
  • può essere più o meno vicina a te, potresti anche esserci dentro,
  • possono esserci dei suoni o non esserci,
  • puoi avere un dialogo interno (parlare a te stesso),
  • i suoni possono avere tutta una serie di caratteristiche (timbro, tono posizione, volume,…)
  • le sensazioni che provi possono essere localizzate in un punto o in un altro, possono girare velocemente o lentamente, in un verso o nell’altro,
  • puoi sentire odori o sapori particolari, o magari no,

Tutto quello che ho descritto sopra sono sottomodalità, come avrai notato, non importa il contenuto, conta solo la struttura. E tutti i ricordi in cui provi le stesse sensazioni saranno simili in questa struttura. Se metti da parte quel ricordo e per un istante ne prendi uno poco piacevole, puoi notare come le sottomadilità dei due ricordi siano differenti. Se vuoi, per gioco, puoi annotare le differenze tra le submodalità delle due immagini.

Benissimo, ma a che servono ?

Come hai visto, da un ricordo all’altro cambiano le sottomodalità e questo ti fa avere una certa
percezione di quell’immagine, ora, se tu a parità di imagine cambi le submodalità, cosa succede ?

  • Prendi ad esempio la prima immagine e mettici le sottomodalità della seconda,
  • nota come cambia la percezione che hai ora di quell’immagine,
  • riportala com’era all’inizio,
  • metti alla seconda immagine le submodalità della prima,
  • nota cosa succede
  • scegli se lasciarla così o riportarla com’era prima

Bello eh ? Semplicemente cambiando un po’ la qualità dell’immagine, cambia quello che provi rispetto a quella situazione, nonostante il contenuto delle due immagini rimanga lo stesso. Pensa a quanto potere hai nella tua testa e quanto puoi fare quando padroneggi bene questo strumento e quanto puoi aiutare gli altri quando padroneggi questo strumento.

Ed è interessante notare come un sacco di gente faccia tutto questo per creare una reazione nel pubblico, prendete ad esempio i registi, i fotografi, i coreografi, cosa fanno per creare una risposta emozionale nel pubblico ? Giocano sui colori, giocano con le inquadrature, giocano con le musiche, nei film horror questo è particolarmente evidente, prendete “Profondo rosso” di Dario Argento ad esempio o qualsiasi altri film horror o thriller (solo per avere esempi eclatanti), anche più recente, e notate, come anche in pubblicità e videogiochi, quanto si giochi su tutto questo.

 

“Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice”

R. Bandler

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